“Simplicity is not the goal. It is the by-product of a good idea and modest expectations.”
Paul Rand
Non ho iniziato con un piano perfetto.
Ho iniziato facendo.
Nel 2012 entro in uno studio grafico. Non ero lì per “esprimere la mia creatività”, ero lì per imparare come si lavora davvero. File da sistemare, bozze da rifare, errori da correggere. Tante cose poco romantiche, ma fondamentali. È lì che capisco una cosa che non ti insegnano subito: il design non è quello che piace a te, è quello che funziona per chi lo usa.
Da quel momento il mio approccio non cambia più.
Studio, provo, sbaglio, correggo. Sempre.
Negli anni ho scelto di formarmi con Grafigata e con Lorenzo Miglietta. Non per aggiungere un nome al curriculum, ma per mettere ordine. Metodo, struttura, ragionamento. Perché senza quello, il design resta solo intuizione. E l’intuizione, da sola, non regge.
Oggi mi occupo principalmente di logo design.
Ma non parto mai dal logo.
Parto dalle domande scomode.
Chi sei davvero? Cosa vuoi comunicare? Perché qualcuno dovrebbe riconoscerti e ricordarti?
Un logo è solo la punta. Sotto c’è un sistema che deve stare in piedi. Deve funzionare su tutto, in ogni contesto, senza perdere senso. Se non regge, non è un buon lavoro. Anche se è “bello”.
Poi c’è un’altra parte della mia vita che entra in ogni progetto, anche quando non si vede subito.
Sono volontario di Protezione Civile e Croce Rossa Italiana.
Qui il design cambia completamente significato.
Non hai tempo per stupire.
Devi essere chiaro. Devi essere veloce. Devi essere utile.
Ho lavorato su materiali per il non profit, comunicazione operativa, supporti informativi. Situazioni in cui un messaggio poco chiaro non è solo un errore, è un problema reale. Questo ti costringe a togliere tutto quello che non serve.
E impari tanto.
Impari che la semplicità non è banalità.
È precisione.
È rispetto per chi guarda.
È questo che porto in ogni progetto.
Non seguo mode. Non riempio spazi per fare scena. Non cerco di dimostrare quanto sono creativo.
Cerco di costruire qualcosa che resti.
Che si capisca subito.
Che funzioni anche tra anni, non solo oggi.
Se cerchi qualcuno che ti faccia un logo “bello”, probabilmente ci sono tante alternative.
Se invece vuoi un’identità pensata, solida e con un senso preciso, allora possiamo iniziare a parlare la stessa lingua.
